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Uno degli impatti più grandi che l umanità sta avendo sulla
natura è dato dalla produzione e consumo di cibo soprattutto
nei paesi industrializzati. Mano mano che la popolazione mondiale è diventata
più numerosa ma anche più ricca la domanda per le risorse sia di cibo, energia e acqua è cresciuta
sempre di più.
Queste 3 risorse sono fra loro collegate ed ogni spreco o aumento di una induce un cambiamento nelle altre, noi con il progetto hunterstrail ci volgiamo occupare della prima “IL CIBO”
Una delle più grandi sfide che il cambiamento climatico, che accelera ogni giorno sempre di più, richiede a
tutti noi, è proprio quello di una svolta nella consapevolezza del nostro rapporto con il cibo.
Non possiamo più farne a meno

Sono un biologo molecolare e mi occupo di aiutare le persone a raggiungere la miglior performance fisica mentale e immunitaria attraverso
la corretta gestione del cibo , la corretta gestione degli alimenti e della loro interazione. COn il progetto Hunterstrail però ho fatto un passo in avanti
ho cercato di unire due aspetti non solo la salute del singolo indidivuo ma anche dell ambiente nel quale esso vive , la natura.
E’ nato cos’ il progetto 1000kcal che è stato anche portato al TEDTALK come evento di idee innovative per la loro semplicità
IL progetto è semplice ma necessita prima di essere applicato una certa consapevolezza sull’impatto della nostra alimentazione
sulla salute del pianeta e sul cambiamento climatico ad oggi una delle minacce più grandi alla sopravvivenza della nostra società

IL cibo è uno dei fondamenti per la nostra salute e tutti devono averne accesso, pensate che oggi perogni persona che soffre di fame
ce ne sono 2 obese, credo qualcosa di veramente inaccettabile al giorno di oggi con così tanta tecnologia.
IL cibo però ha un impatto sul pianeta molto elevato in grado di produtte miliardi di tonnellate annue che si aggiungono a
quelle prodotte dai processi industriali , di trasporto e teconologici.

Parliamo di numeri, giusto per capire la grandezza di questo problema, la filiera del cibo,
Impatta per il 30% sull’emissione di gas serra a livello mondiale, la metà del territorio abitabile sul nostro pianeta
è utilizzato per l’agricoltura e l’allevamento, il 70% dell’utilizzo dell’acqua di falda è utilizzata per l’agricoltura

Il 78% dell’inquinamento è causato dalla eutrofizzazione delle acque per l’immissione di inquinanti come pesticidi,erbicidi,
o azoto immesso nel terreno e rilasciato dalle produzioni agricole
Iniziate a capire la grandezza del problema cibo? dovete farvi una mappa mentale con le scale di grandezza altrimenti il cevello non sarà in grado di comprendere la gravità
di ciò che stiamo vivendo ad oggi.

Vi fornisco altri numeri che ho solo ricercato in un database dela FAO e WHO quindi direi piuttosto attendibili.
Pensate che il 94% della massa di mammiferi presente sul pianeta terra
esclusi gli esseri umani, è caratterizzato da animali utilizzati e cresciuti per l’allevamento intensivo.
Delle 28000 specie studiate dagli scienzieti che sono a rischio estinzioni , le pratiche agricole l’agricoltura e l’aquacultura ne minacciano circa 24000

Circa il 50% delle terre abitabili sul nostro pianeta sono utilizzate per la coltivazione agricola
per la maggior parte dell’evoluzione umana la natura era una distesa di territori selvaggi, foreste praterie savana, si parla di milioni
di anni, durante i quali questi ambienti erano in armonia con le specie con le quali interagivano fornendo sostentamento e rifugio, in poco meno di 200 anni l uomo è riuscito
a cambiare drammaticamente questa ecologia, tutto è cambiato, intere distese naturali sono sparite ultima fra le quali
la grande foresta amazzonica sacrificata per far spazio alla coltivazione di soia per sfamare la richiesta carne di maiale della popolazione cinese in crescita
esponenziale.

Se potessimo tornare indietro nel tempo solo di 1000 anni troveremmo una situazione completamente diversa pensate che solamente 4milioni di km quadri erano utilizzati per le coltivazioni

Oggi invece , se eliminiamo dai calcoli il 10% del territorio occupato da zone inospitali quali artico antartico deserti saline spiaggie e zone rocciose ,
rimane un terreno il 50% del quale è coltivato.
il 37% rimane alle foreste, 11% per le savane e praterie e l1 % per le distese di acqua dolce fiumi e laghi ….. infine l’uomo di ammassa nell’1%
delle aree urbane , città villaggi strade e infrastrutture.

La distribuzione del territorio utilizzato per le risorse è altamente sbilanciato pensate che il 77% della terra è a disposizione dell’allevamento , esso però produce solamente il 18% delle calorie mondiali
per l’allevamento e le coltivazioni si trova un enrme disparità unendo i territori per la pastorizia e per e per i pascoli e territoriutilizzati percoltivareil mangime,
l allevamento impatta per il 77% di tutto il territorio utilizzato per il cibo., l alevamento che si prende la maggior parte dello spazio produce s
solamente il 18% delle calorie mondiali consumate ed il 37% delle proteine totali presenti nel cibo. POtete vedere che cè qualcosa che non va, nel tempo abbiamo perso di vista
le priorità e l’enorme sinergia che il sistema agricolo deve avere con il territorio nel quale è inserito.

Questi sono solo alcuni dei numeri dell’impatto della filiera del cibo sull’inquinamento e il cambiamento climatico e sono allarmarmanti.
E’ arrivato il momento di fare qualcosa di passare all’azione se pseriamo che i governi possano agire , ci sbgliamo , il movimento del cambiamento climatico daeve partire dal basso perchè
noi i primi a capitolare a doversi adattare ad uno stile di vita meno salutare. IL fallimento dell’ultimo incontro a Parigi ne è un esempio, in nessun documento vi è una vera frase
di azione ma vaghe parole di accordi che potrebbero prendere piede in un futuro prossimo, nessuna data, nessuna legge penalizzante.

Dobbbiamo agire noi, e solo attraverso la consapevolezza e le conoscenze questo può diventare un movimento esponenziale. Hunterstrail cerca di promuovere questa
consapevolezza con due concetti importanti:
Diminuite il quantitativo di alimenti , diminuite la carne , guadagnatevela una volta a settimana con il nostro metodo di allenamento
giocate con i nostri schemi di allenamento passando pù tempo in natura solo così inizierete ad amarla di più , solo così riuscirete a creare un nuovo legame con essa
che vi darà la volontà e la forza di agire senza sforzi ma con piacere

Un altro esempio della informazione sbagliata che circola nelle favole del marketing del cibo e alimentazione:
Molte persone pensano che mangiare cibi locali sia la soluzione per ridurre l’impatto ambientale, è solo una scusa,
le emissioni create dal trasporto della filiera del cibo sono molto ridotte
si parla del 6% a livello globale, la supply chain che consuma il si ben il 18% è però essenziale per spostare il cibo
in varie parti del mondo dove cè richiesta evitando così la perdita di preziose proteine ed energie
i costi in termini energtici e di inquinamento per Lo smaltimento dei rifiuti legati all’abbondanza di cibo sono enormi
si parla di 3,3 miliardi di tonnellate di co2 equivalenti anno. La tecnologia
con il packaging in atmosfera controllata, la refrigerazione e in parte la genetica come i trasporti in supply chain ben organizzati possono eitare queste perdite
e ridurre le emissioni legati agli sprechi

Ad oggi ci sono piani energetici molto precisi per il risparmio energetico delle città ma non esiste una strategia chiara invece per il controllo
energetico da impiegare nell’agricolutura e nell’allevamento.
Abbiamo bisogno di nuovi fertilizzanti più specifici e noninquinanti per aumentare la produzione abbiamo bisogno di piani per gestire gli allevamenti intensivi cercando
di renderli meno impattanti, la tecnologia esiste ma quel campanello no sembra ancora suonare.

HUnterstrial propone il suo progetto a tutti i suoi hunters alla sua comunità fornendo un piano nutrizionale e di allenamento nel rispetto
di questi principi per fornire il suo aiuto in piccolo a cambiare le abitudini errate delle persone.
IL nostro lavoro portato avanti da me come biologo è quello di personalizzare questi aspetti della vita delle persone
1) cambio dello stile di vita della dieta
2) Consapevolezza della tipologia di alimenti da comprare
3) MIgliorare l’efficienza energetica del nostro metabolismo
4) Partecipare ed essere parte di un programma di cambiamento su scala globale

IL concetto fondamentale che voglio esprimere con il progetto hunterstrail e con il mio lavoro è quello di non focalizzare la nostr attenzione sulla filiera del cibo
ma bensi sulla sua qualità e tipologia, la nostra dieta e le nostre scelte hanno un impatto enorme verso
la produzione di gas serra e la nostra personale impronta a danneggiare il pianeta ma anche cambiarlo una volta che avrai le informazioni e i dettagli per unirti al programma

Ladomanda che mi hanno fatto al Ted oppure alle innumerevoli conferenze alle quali ho partecipato su questo argomento è stata sempre: ok ma
Che cosa possiamo fare per ridurre il nostro impatto sul pianeta partendo dal cibo:
La risposta èpartiamo dai gesti quotidiani , stritturiamo in modo diverso
colazione pranzo cena in modo che possa ottenere due obiettivi, migliorare la mia salute e migliorare il nostro pianeta, hunterstrail vi fornirà
queste informazioni , che però devono essere personalizzate poichè il focus è sempre la nostra salute

Un aspetto chiave di questo cambiamento è proprio nelconsumo di carne che ha un impatto enorme ma che per certe persone è difficile abbandonare, noi non siamo un movimento vegano
siamo scienziati utilizziamo i dati per capire quali possano essere le soluzioni, pensate che
produrre 1kg di carne immette 60kg di gas serra nell’atmosfera, mentre lo stesso peso di piselli immette 1kg di co2

il trasorto di 1kg di carne incide dell 1% sulle sue reali emissioni che tu la compri dal tuo agricoltore preferito dietro casa oppure
al supermercato senza guardare l’etichetta scoprendo poi che viene dal brasile.Quello che conta è la tipologia di cibo e la quantità

In termini anglosassoni si parla food miles & Food choices ed i due concetti sono molto diversi sull impatto digas serra sul pianeta.

Vi fornisco qualche numero per inquadrare il problema:In un casa media americana può avere un impatto di 8 tonnellate di co2 l anno se il quantitativo di alimenti è poco vario e spesso di origine animale, la stessa casa riducendo questi alimenti
in una maniera corretta in base alle reali necessità nutrizionali delle persone che la compongono satebbe in grado di ridurre tale valore del 60% .

In questa equazione però non dobbiamo includere il cibo che viene smistato via trasporto aereeo che ha un impatto molto elevato sulla emissione di co2
trasportate 1kg di avocado dal messico fino in europa genera circa 0,21kg di co2 eq, DI QUESTA FILIERA FANO PARTE I cibi che si deteriorano facilmente come frutti , insalate, broccoli fagiolini

asparagi, fagiolini, frutti di bosco , broccoli , spinaci pere
se volete ridurre l impronta sul clima dovete mangiare cibi freschi il più locali possibile e di stagione ridurre carne e latticini per almeno 4 giorni a settimana

produrre 100g di proteine dai piselli emette 0,4kg di anidride carbonica, per prendere lo stesso quantitativo di proteine dalla carne le emissioni
sono 90 volte più elevate fino a 35kg di co2

GLi alimenti ricchi di proteine sono quelle che hanno il maggior impatto sul rilascio di emissioni di gas serra questo è un dato di fatto
Solamente in europa , carne latticini e uova impattano per 83% e sono dati forniti da un database enorme pubblicato su science da joseph poore and thomas memecek nel 2018
l impatto minore è da parte di produttori di:
piselli, tofu fagioli noci anche fra questi produttori esistono però i più virtuosi e meno per cui pargoniamo i diversi livelli i produttori con il più alto impatto emettono
0,8kg per 100g di prodotto proteico , per le noci 2,4 e 3,5 per il tofu ed in ogni caso sono al di sotto pel più virtuoso allevatore di carne 12 kg di co2
se vuoi avere un impatto sull ambiente deve mangiare meno carne
Ma anche le varie tipologie di carne hanno un impatto differente, polli uova maiali hanno un impato minore della carne quindi un primo passaggio già portebbe essere introdurre questa tipologia di carne
al posto della carne rossa

Purtroppo non possiamo abbandonare l allevamento di carne e bestiamo poichè produce lavoro e sostegno a molte comunità
ed in certi casi dove la dieta è poco varia sono l’unica fonte di proteine nobili che mantiene lindividuo sano ed in crescita
in ogni caso l impatto maggiore è dato non dai piccoli produttori locali di carne ma dalle grosse produzioni indistriali come le CAFO
il 61% dei maiali l 81% dei polli e l 86% delle uova sono prodotte in larga scala.

Questi sono i numeri del cibo e del loro impatto sul nostro pianeta, noi possiamo fare la differenza unisciti al nostro movimento di HUnters migliora la qualità della tua
vita e del pianeta
grazie

ATTENZIONE: prestare attenzione a spazi bianchi, maiuscole, minuscole, numeri e simboli.

rECENSIONI HUNTERSTRAIL

Quando ho iniziato il percorso ero una persona fortemente insicura, senza forza di volontà e senza determinazione . Jacopo con il suo programma mi ha stimolato e spinto a seguirlo per migliorare le mie condizioni di salute e il mio peso ( da 114 a 88 kg ).

 

 

Giacomo Atzeni

38 anni

Amore a prima vista...un metodo di allenamento completo che strizza l'occhio agli albori della nostra civiltà dove ogni movimento ed esercizio non è fine a stesso ma riporta ad una battuta di caccia, ad una di pesca a qualcosa che comunque è presente nel nostro DNA.

 

 

Fabio Carrabetta

42 anni

Da ormai 6 anni preparo le mie stagioni sportive seguendo il metodo Hunterstrail. Questa formula che vede allenamenti con carichi naturali e protocolli nutrizionali personalizzati mi hanno fatto trovare l'equilibrio giusto per migliorare le mie performance e il mio benessere nella vita e nello sport.

 

 

Paolo Marconi

Campione mondiale sup, 28 anni

il metodo di allenamento hunterstrail è innovativo, ma anche il piano alimentare mi è servito a restare attivo durante le mie giornate lavorative.
Sicuramente c’è bisogno di due attributi quadrati per seguirlo ma grazie ai tuoi insegnamenti ho raggiunto il mio obbiettivo primario.

 

 

Mattia Sodini

31 anni

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